Un pizzico di amaro in bocca rimane. Non tanto per il pareggio, perché uscire da Istanbul con un punto alla prima giornata di Champions League non può essere considerato un risultato negativo. È piuttosto la prestazione della Roma a lasciare qualche interrogativo.
Le tre vittorie consecutive in campionato avevano acceso entusiasmo e aspettative. Forse ci avevano anche illuso un po'. Questa prima notte europea ha ricordato che la Champions è un'altra cosa.
Lo aveva detto lo stesso Gasperini alla vigilia: il livello della competizione è superiore e la Roma avrebbe dovuto mantenere la propria identità confrontandosi con avversari di maggiore qualità.
Cristante illude, Brown risponde
La Roma passa in vantaggio con Cristante al 37', ma il Fenerbahçe trova il pareggio a inizio ripresa con Brown. Finisce 1-1.
Il risultato, preso da solo, può essere accettato. È soprattutto la prestazione a lasciare la sensazione che la Roma abbia ancora parecchia strada davanti.
Non si è vista con continuità quella squadra capace di imporre gioco, intensità e aggressività che aveva alimentato l'entusiasmo nelle prime giornate di Serie A.
La Serie A e la Champions non sono la stessa cosa
È forse questo il messaggio più importante della serata.
Tre vittorie su tre in campionato restano un ottimo inizio e nessuno può cancellarle. Ma la Champions alza inevitabilmente l'asticella e mette alla prova qualità, ritmo, personalità e profondità della rosa.
Il campionato italiano degli ultimi anni non sempre offre lo stesso livello delle migliori realtà europee e la partita di Istanbul ha mostrato quanto possa cambiare lo scenario quando il livello dell'avversario e della competizione cresce.
Se l'obiettivo è fare un buon percorso europeo, questa Roma può dire la sua.
Se invece vogliamo immaginarla capace di confrontarsi alla pari con le grandi d'Europa, la partita di Istanbul suggerisce che manca ancora qualcosa.
Wesley e Malen, serata sotto tono
Nelle partite europee pesa ancora di più quando alcuni degli uomini dai quali ci si aspetta il salto di qualità non riescono a incidere.
Wesley e Malen sono due esempi.
Entrambi possono essere giocatori importanti per questa Roma, ma a Istanbul non hanno offerto una prestazione all'altezza delle aspettative.
Questo non significa bocciarli. Una partita negativa capita a chiunque. Ma in Champions il margine per permettersi contemporaneamente più giocatori sotto tono diventa molto più piccolo.
Un pareggio che può essere utile
Forse questo 1-1 può persino fare bene alla Roma.
L'entusiasmo delle prime tre giornate di campionato rimane, così come rimangono i segnali positivi mostrati dalla squadra di Gasperini. Ma Istanbul può servire a capire dove si trova realmente questa Roma e quanto lavoro resta da fare.
Non è una bocciatura. Non dopo una sola partita e certamente non dopo un pareggio esterno alla prima giornata.
È semplicemente un richiamo alla realtà.
Il campionato ci aveva fatto cominciare a sognare. La Champions ci ha ricordato che, per stare davvero con le grandi d'Europa, questa Roma deve ancora crescere.
Ed è forse proprio questo il fascino del ritorno in Champions dopo sette anni: finalmente possiamo capire quanto vale davvero questa Roma quando l'asticella si alza.
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